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Via di Francia

Tra gli itinerari di lunga percorrenza che, attraversando la Pianura Padana, arrivano a Roma due stanno ottenendo le maggiori attenzioni: la via Francigena di Sigerico che arriva da Canterbury ed entra in Italia dal Gran San Bernardo e la Via Romea Germanica che entra dal Brennero. Entrambe dunque vengono dal nord.

Ma per il grande pellegrinaggio che per mille anni ha collegato Gerusalemme Roma e Santiago de Compostela l’ingresso e l’uscita dall’Italia era dal Monginevro verso Briancon, Gup, Avignone, Arles, Montpellier, Tolosa fino a Roncisvalle inizio del Camino di Santiago. Il passaggio a Nord Ovest della Francigena.

Dal Monginevro sono passati pellegrini mercanti ed eserciti per secoli e secoli. E ancora oggi per chi cammina sul Monginevro già in Francia c’è un cartello su una cappellina con due frecce: da una parte Santiago de Compostela dall’altra Roma. Scendendo dal versante italiano ad Ulzio si trova il Sentiero dei Franchi in ricordo del passaggio dell’esercito di Carlo Magno venuto in soccorso delle Chiuse assediate dai Longobardi. Si attraversa il Gran Bosco di Salbertrand e poi in 60 km si arriva alla Chiusa di San Michele che sovrasta la valle in vista di Torino. A metà della valle, a Susa, si incontra anche il sentiero che viene dal Moncenisio e dalla Savoia e più oltre attraverso la Francia centrale con il collegamento con Mont san Michel in Normandia. È questo un altro luogo importante per i pellegrinaggi medioevali dedicati all’Arcangelo Michele protettore dei pellegrini e dei viandanti. Una linea sacra incredibilmente diritta univa sette luoghi di culto micaelico in Irlanda in Inghilterra in Francia e poi in Italia con la Sacra di San Michele in val di Susa ed il Santuario di San Michele Arcangelo sul Gargano. Gli altri due monasteri in Grecia e Terra Santa.

Da Torino, che si attraversa arrivando da Corso Francia, si prende un itinerario che la Regione Piemonte ha chiamato Francigena del Mare e che passa da Superga, Cinzano e poi, seguendo la direzione della via Fulva di epoca romana, attraverso le colline del Monferrato da Asti ad Alessandria fino a Tortona (da Torino 173 km). Qui si lascia il Piemonte e attraverso le colline dell’Oltrepò Pavese (Lombardia) si raggiunge Bobbio in Emilia.

Da Bobbio percorrendo la bellissima e ben segnalata Via Degli Abati si arriva a Pontremoli in Toscana dove, incrociata la Francigena di Sigerico, si prosegue con la Via Del Volto Santo, una volta Via Claudia Nuova, fino a Lucca e un altro incrocio con la Francigena. Da Lucca attraversando il Monte Pisano si arriva a Calci con la splendida Certosa. Attraversato l’Arno si sale per la Valdera fino a Volterra.

Da Volterra comincia il Cammino Etrusco che passando da Massa Marittima ed il Parco delle Colline Metalifere arriva fino a Vetulonia e Roselle.

È a Roselle vicinissima a Grosseto, con i suoi ruderi di importante città Etrusca, che arriva, da Roma, la Antica Via Clodia consolare romana intermedia tra Aurelia e Cassia costruita sulla traccia della via etrusca che collegava Veio, la più vicina a Roma, alle più importanti città etrusche del Tirreno. Al seguito della conquista i Romani ristrutturarono la strada secondo i loro parametri a partire dal Ponte Milvio per un primo tratto insieme alla Cassia fino a Veio e poi, passando accosto al Lago di Bracciano, col Forum Clodi, Oriolo Romano, Veiano, Barbarano, Blera con le sue 3 necropoli lungo la strada, Norchia con la lunghissima e monumentale città dei morti scavata nel dirupo del Bradano, Roccarespampani, Tuscania, Canino, Castrum, la Foresta del Lamone e finalmente Saturnia nel 183 AC. Lungo il tratto Laziale della Clodia numerosi sono i luoghi dove ancora è possibile trovare tratti di basolato e passaggi sull’antico tracciato.

Ci sono però altri tratti in cui era impossibile percorrerlo perché le nuove strade asfaltate e trafficatissime si sono soprammesse alla antica via come il tratto di Braccianese dopo la Storta fino al Lago. Si è scelto dunque un nuovo percorso più adatto a camminatori ciclisti e cavalieri. Ed il primo tratto da Ponte Milvio è condiviso con la Francigena (ed anche la Romea) fino a Formello e la Valle del Sorbo per poi passare a Nord dei laghi di Mantignano e di Bracciano per andare a riprendere il vecchio itinerario nei pressi di Oriolo. La stessa scelta fecero nell’anno 800 Carlo Magno e la sua scorta che scendevano a Roma per l’incoronazione lungo la Clodia e furono costretti a passar per Trevignano perché la parte a sud del lago era impaludata. A quei tempi la Clodia era ancora molto frequentata e dal 605 era diventata in pratica il confine tra Bisanzio lungo la costa ed i Longobardi nell’interno che la utilizzavano come direttrice per collegare le loro zone di influenza a sud di Roma con il nord e la Pianura Padana.

Altro tratto dove non è stato possibile rintracciare finora l’antico percorso è quello tra Castro e Saturnia. Si è allora preferito allargarsi di qualche chilometro, passare per la foresta del Lamone ed entrare in Toscana dalle sorgenti della Nova e da qui raggiungere, per antiche dogane e la Tagliata di Frattenuti, Pitigliano per proseguire attraverso la Tagliata di San Giovanni fino a Sovana e infine arrivare a Saturnia.Da Saturnia per Montorgiali il ponte sull’Ombrone di Istia finalmente a Roselle.

Questo itinerario storico che è già stato tracciato e percorso attende ora di essere attrezzato ma già è stato riconosciuto come importante e interessante alternativa sia dalla Regione Lazio (che lo ha menzionato nella nuova legge sui Cammini ed Itinerari Storici) che dalla Regione Toscana che lo ha inserito nella RET (Rete Escursionistica Toscana). Per la ricerca sviluppo e promozione della Via Clodia si è costituita la Associazione Antica Via Clodia Cammini Etruschi che sta attivamente lavorando per la individuazione e realizzazione del percorso Roselle Massa Marittima Volterra con diverticoli verso Vetulonia e Populonia denominati Cammini Etruschi da far entrare quanto prima nella RET. Della Associazione fanno parte appassionati e studiosi attività turistiche, come agriturismi ristoranti e alberghi, centri ippici, associazioni di camminatori e ciclisti. È stata stilata una intesa con i Comuni sia quelli sull’itinerario sia quelli limitrofi e collegati con altri tracciati. Per le parti inerenti i fiumi si è ottenuto il sostegno del Consorzio di Bonifica Toscana Sud. Al progetto partecipano anche Coldiretti Cia Confagricoltura, Confesercenti e Camere di Commercio, le associazioni dei cacciatori, numerose Proloco, e Usi Civici.

La Associazione Antica Via Clodia Cammini Etruschi si è fatta promotore del Progetto Via di Francia che proseguendo verso Nord Ovest vada a congiungersi al Monginevro al percorso del sud francese verso Santiago. A tal fine, con il concorso della Federazione Europea Itinerari Storici Culturali Turistici, viene stipulato un patto di unità di azione con le associazioni lungo il percorso:   Antica Via Clodia Cammini Etruschi, Piediincammino, Via del Volto Santo, Via Degli Abati, Via del Monferrato, Sentiero dei Franchi che con l’appoggio delle relative Regioni Lazio ,Toscana, Emilia Lombardia Piemonte al. Questi enti promuoveranno ogni iniziativa per ottenere il riconoscimento anche da parte del Mibact e del Consiglio d’Europa.